IL COTONE BIOLOGICO ORGANICO


Con la "rivoluzione verde" iniziata in Messico nel 1944, e sviluppatasi successivamente in quasi tutto il mondo, furono introdotte alcune varieta' di semi per incrementare la produttivita'. Nei campi di cotone, tali varieta' erano notevolmente piu' sensibili agli insetti nocivi con il conseguente incremento dell'uso di pesticidi, divenuto poi prassi comune.

La conseguenza della coltivazione convenzionale intensiva del cotone con l'utilizzo smisurato dei semi OGM (organismo geneticamente modificato), che fa' ampio uso di pesticidi chimici sintetici, fertilizzanti, stimolanti della crescita e defolianti, che sono stati applicati sui campi in tutto il mondo, e' la causa diretta della riduzione della fertilita' dei suoli, della loro salinizzazione, della perdita di biodiversita', dell'inquinamento delle acque e di fenomeni di resistenza nei patogeni.

L'uso indiscriminato di tutte queste sostanze chimiche, costituiscono oggi una grande preoccupazione, anche a seguito dalla pubblicazione di allarmanti informazioni circa il livello di residui da pesticidi contenuti nell'acqua e nelle bevande.

In realta', le coltivazioni di cotone sono le piu' inquinanti che esistano e sulle terre destinate ad esso, ovvero circa il 5 percento della superficie agricola planetaria, si riversa il 25 percento della produzione mondiale di pesticidi. Purtroppo non si tratta soltanto di un problema ambientale visto che, secondo l'Organizzazione mondiale della sanita', ci sono nel mondo almeno 3 milioni di casi di avvelenamenti da pesticidi, che causano 20 mila morti ogni anno. Del resto nei paesi poveri i contadini utilizzano sostanze altamente tossiche senza alcuna protezione, ignorandone le conseguenze.

Per trovare alternative a tale situazione, le imprese transnazionali gia' produttrici dei prodotti chimici largamente impiegati in agricoltura sono da tempo entrate prepotentemente nel nuovo business del secolo: il controllo dei semi. Il nuovo pacchetto di tecnologie che stanno proponendo sul mercato dovrebbe risolvere tutti i problemi: il cotone BT e' venduto sul mercato con la promessa che aumentera' la resa dei raccolti, ridurra' l'uso di pesticidi e aumentera' i guadagni; un cotone al servizio dell'uomo. La sigla BT sta per Bacillus Thuringiensis, batterio produttore di tossine isolato e inserito nel seme di cotone per renderlo invulnerabile alla tossina. Ma sara' proprio cosi?

Il cotone modificato geneticamente e' stato commercializzato per la prima volta negli USA nel 1996 ed e' oggi diffuso in tutto il mondo. Negli USA ha raggiunto nel 2002 il 71% circa dei 6,4 milioni di ettari coltivati a cotone, in Cina ha raggiunto 1,5 milioni di ettari (2001) pari al 35% dell'intera area a cotone. L'India rappresenta la piu' grande area mondiale di produzione del cotone con 9,7 milioni di ettari ma e' terza nella produzione dopo USA e Cina.

Il cotone BT che avrebbe dovuto rappresentare un vantaggio per gli agricoltori in realta' sta rivelando sul campo risultati molto al di sotto delle attese; con l'apparire di nuove resistenze degli insetti alla tossina contenuta nella pianta, si deve infatti ricorrere a cocktail di pesticidi per fronteggiare gli attacchi parassitari, annullando cosi tutti i vantaggi attesi dalla semente modificata. Le dimostrazioni piu' forti di tale fallimento provengono proprio dall'India, paese a lungo presentato come esempio di successo delle biotecnologie.

La coltura del cotone biologico (organico) oggi e' una necessita', e cio' significa perseguire lo sviluppo sostenibile del pianeta sul piano scientifico-economico, e rispettare la persona sul piano etico. Il cotone e' biologico quando non utilizza semi OGM e viene coltivato senza pesticidi, erbicidi, defoglianti, funghicidi e fertilizzanti sintetici. L'utilizzo di tecniche biodinamiche con la rotazione dei terreni, l'uso di piante fertilizzanti naturali e un controllato consumo delle risorse e' essenziale, cosi' come l'utilizzo di processi di trasformazione non inquinanti.

Il cotone biologico (organico) e' certificato da associazioni di tutela dell'agricoltura biologica.